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Diario


26 gennaio 2012

Prestiti finanziarie

Nella società odierna, dato anche il periodo di crisi e l’assottigliamento dei risparmi, il ricorso al credito è sempre più utilizzato. Proprio per soddisfare tali esigenze oggi ci sono sul mercato un numero infinitesimale di società di prestiti finanziarie che hanno estensione nazionale o regionale.

Obiettivo dei prestiti finanziarie è soddisfare l’esigenza di credito del richiedente. Fabbisogno che nasce per svariate necessità, come l’acquisto auto, la ristrutturazione casa, la messa a punto dell’impianto di riscaldamento, fino anche agli acquisti meno esosi, tipo il pc, ipad, un gioiello, le tende di casa e così via.

Il modus operandi delle società finanziarie prestiti nell’erogazione dei prestiti è molto similare:

  • Ascolto delle esigenze
  • Determinazione dell’importo
  • Determinazione della rata mensile
  • Richiesta dei documenti
  • Firma del contratto
  • Erogazione del finanziamento

Tutti questi step vengonoconclusi, in caso tutta la documentazione sia conforme e soddisfi la richiesta,anche in 48 ore.

La tipologia di prestiti erogati dalla società finanziarie possiamo così sintetizzarli:

  • Prestiti personali
  • Prestiti cambializzati
  • Cessione del quinto
  • Prestiti vitalizi
  • Prestiti fiduciari

Come si può notare l’offerta sulmercato è vasta e va a soddisfare diverse esigenze, in particolar modo ci sonosocietà finanziarie che concedono prestiti anche a persone che hanno diversi insoluti, iscritti al CRIF e protestati.


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7 maggio 2011

Cessione del Quinto Inpdap

Per tutti coloro i quali hanno necessità di ottenere una somma di denaro in prestito, per far fronte a spese impreviste ed urgenti, può essere utile sapere che è possibile farsi erogare un prestito, a seconda delle proprie necessità, pagando l'ammortamento e gli interessi a partire dalla famosa cessione del quinto, una particolare forma di prestito che prevede la trattenuta dalla busta paga, o dalla pensione, di un quinto della stessa.

La cessione del quinto Inpdap, a tale riguardo, è una delle forme di prestito più interessanti per coloro i quali sono dipendenti della pubblica amministrazione: essendo il datore di lavoro lo stato, la solvibilità del debitore è certamente alta.

In questo modo, la cessione quinto Inpdap – sia essa praticata da persone professionalmente attive o da pensionati – concretizza in sé dei vantaggi notevoli per il creditore, ma altrettanto, è una forma di garanzia che va anche a favore del debitore stesso, siccome il vincolo della cessione quinto Inpdap, come dice la parola stessa, impone che la propria rata mensile di interessi ed ammortamento di un prestito non superi un quinto della propria busta paga o della pensione, evitando un eccessivo indebitamento dell'individuo.

La cessione quinto Inpdap permette, a chi fa richiesta di un prestito, di ottenere un tasso di interesse sicuramente favorevole, una rata stabile, un'assicurazione sul pagamento delle rate, una semplice gestione del rimborso senza pensare ai pagamenti e un tempo di restituzione del prestito che può raggiungere al massimo dieci anni.
 
A tale proposito, questo finanziamento concesso dall'Inpdap, può anche essere un valido strumento finanziario attraverso il quale poter consolidare precedenti debiti. In questo modo, quando si deciderà di richiedere un prestito attraverso la cessione quinto Inpdap, sicuramente, si potrà contare su una maggior facilità nell'ottenimento dello stesso,  garantendosi anche una relativa tranquillità circa la gestione del proprio prestito.


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23 aprile 2011

Finanziamenti Personali

Finanziamenti e Prestiti PersonaliIl finanziamento personale è  un particolare tipo di prestito accordato alla persona senza che quest’ ultima fornisca delle giustificazioni particolari riguardo l’ impiego del denaro ricevuto. Pertanto il finanziamento personale non è finalizzato all’ acquisto di un bene o servizio ( come nel caso del mutuo prima casa dove la somma presa in prestito deve essere usata per l’ acquisto di un’ immobile adibito a residenza principale). Il prestito personale rientra quindi nella categoria dei prestiti al consumo , ed è possibile richiedere importi che vanno da 500 a 30.000 euro con rimborsi che variano da 1 a 5 anni.

L’ importo ricevuto a titolo di  prestito personale deve essere restituito in rate costanti ( per cui il Tan resta invariato) secondo un regolare piano di ammortamento. Il prestito può essere accordato da un istituto bancario o altro intermediario regolarmente iscritto nell’ albo tenuto dalla Banca D’ Italia. Il prestito può essere garantito o non garantito. Nel primo caso a garanzia del rimborso totale della somma ricevuta a titolo di prestito vi è un bene  ( autoveicolo, immobili o anche lo stipendio o il trattamento di fine rapporto o ancora la firma di un fideiussore che garantisca per il debitore) che verrà pignorato dal debitore nel caso di mancato rimborso.

Nel secondo caso tale tipo di garanzia non è presente.
Gli istituti bancari al fine di accordare il prestito  richiedono dei dati al potenziale debitore in modo tale da tracciare il profilo di rischio del richiedente. Tali dati rientrano in un grande database, chiamato Centrale dei rischi, in grado di fornire all’ istituto che ne fa richiesta informazioni utili per capire se chi richiede il debito è un cattivo pagatore o meno.

Ogni singolo istituto provvederà quindi a valutare, in base alle informazioni ricevute se sia il caso o meno di accordare il finanziamento personale al richiedente.


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permalink | inviato da prestiti il 23/4/2011 alle 6:6 | Versione per la stampa


22 aprile 2011

Prestiti a Studenti

Per prestiti agli studenti s’intende quella categoria di finanziamenti, che si rivolge a un anello debole della popolazione, in termini di accesso al credito, vale a dire agli studenti, i quali non trovandosi in una posizione lavorativa, quindi, essendo quasi sempre sprovvisti di una busta paga, non hanno spesso la liquidità necessaria, per potere finanziare spese, relative al proprio percorso di studio.

La caratteristica principale, quindi, dei prestiti per studenti è la forte relazione del prestito al suo uso, rientrando nell’insieme dei prestiti finalizzati. A differenza, infatti, dei prestiti personali non finalizzati, in questo caso, invece, lo studente dovrà giustificare le spese, per cui si richiede il prestito, e queste dovranno fare riferimento allo svolgimento degli studi.

Le leggi istitutive dei prestiti agli studenti fanno riferimento agli articoli della Costituzione, n. 33 e 34, che tutelano il diritto di studio.
Il prestito deve essere, dunque, finalizzato al finanziamento degli studi, ma rientrando in un normale finanziamento soggetto al mercato, è necessario che lo studente sia in grado di dimostrare la capacità di rimborso del prestito ottenuto.

La legge stabilisce per questo tipo di finanziamenti a studenti che siano rimborsati dopo il completamento degli studi, ma non oltre i 5 anni da quel momento.
Le condizioni sono vantaggiose, in termini di tassi applicati e di tempi del rimborso, ma variano da città in città, in quanto questi prestiti sono spesso frutto di accordi tra istituti di credito o società finanziarie e atenei, per cui bisogna informarsi presso gli uffici o i siti web dell’università, per verificare le condizioni pattuite.

Esistono, ad esempio, finanziamenti per i programmi Erasmus, fino a un massimo di sei mila euro; per i master universitari, fino a un massimo di sei mila euro, per il pagamento delle tasse, fino a due mila euro, per l’acquisto di un pc, fino a mille euro, etc.
 


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permalink | inviato da prestiti il 22/4/2011 alle 21:50 | Versione per la stampa


18 aprile 2011

Prestiti a Pensionati

I prestiti ai pensionati sono quella categoria di finanziamenti concessi da banche o società finanziarie, in favore di soggetti, che non si trovano più in età lavorativa, ma godono di una pensione.

Negli ultimi anni, sta crescendo il numero degli istituti di credito che aprono linee di finanziamenti per i pensionati, in quanto, essendo questi una fascia debole della popolazione, col tempo cresce la loro domanda di liquidità, che il sistema bancario sta sempre più cercando di evadere.

Il problema, infatti, consiste nel fatto che per un pensionato non è agevole ricorrere al credito, non potendo garantire un reddito da lavoro. Inoltre, anche qualora vi sia la possibilità di accesso a una tipologia di credito, tuttavia, vengono imposti parametri restrittivi sull’età, in quanto parliamo di una fascia di età maggiormente soggetta al rischio vita.

Esistono tipicamente vari tipi di accesso al credito per i pensionati. Uno di questi è l’Inpdap, che nelle sue varie forme di finanziamento in favore dei dipendenti pubblici, prevede la possibilità di richiedere prestiti anche per i pensionati del pubblico impiego.

A tale proposito, non possiamo non accennare ai piccoli prestiti per pensionati Inpdap e ai prestiti pluriennali diretti per pensionati.

Rispetto alle forme tradizionali di finanziamento per lavoratori in servizio, le differenze sono quasi nulle, consistenti solo nell’applicazione di un’aliquota crescente sul fondo rischi, al crescere dell’età del pensionato, rimanendo uguali i tassi e le spese amministrative richiesti.

Un’altra possibilità è prevista per la cessione del quinto della pensione, ossia quella tipologia di finanziamento, che prevede un rimborso tramite trattenuta fino al quinto della pensione netta mensile, ricalcando in tutto la cessione del quinto dello stipendio, che si ha trattenendo qui fino a un massimo del 20% dello stipendio del lavoratore.

Anche l’Inps applica le cessione del quinto della pensione, ma qui variano un po’ i criteri di finanziamento. Chi riceve una pensione Inps, infatti, può chiedere un credito tramite cessione del quinto, ma per determinare la rata massima, bisogna detrarre le imposte dalla pensione lorda. Una volta ottenuta la pensione netta, si potrà trattenere il quinto di questa, purché la parte restante della pensione netta, sottratto il quinto, sia almeno pari all’importo previsto per la pensione minima.


17 aprile 2011

Prestiti e Mutui più cari

La BCE ha aumentato, dopo una lunghissima pausa, i tassi di interesse a cui fanno riferimento banche e finanziarie per l'ottenimento della liquidità da prestare ai propri clienti.
L'obiettivo è quello di portare il costo del denaro in pochi anni di nuovo al 3%.

Il primo passo è stato fatto il 7 aprile dove l'euribor è salito dall'1% fissato nel 2008 all'1,25%. E' quindi presumibilmente solo un primo step verso una serie di aumenti che avverranno nei prossimi mesi. C'era probabilmente da aspettarselo poichè tali voci venivano ventilate già da diversi mesi.

Aumentano quindi i mutui per le famiglie italiane. Si calcola che l'incremento medio del mutuo per ogni famiglia incida per circa 216 euro l'anno.
Ma non solo i mutui aumentano anche i prestiti: sia prestiti personali che cessione del quinto poichè anch'essi legati agli indici europei.

Nei prossimi aggiornamenti rate vedrete, se avete un mutuo a tasso variabile, qualche, per ora piccolo incremento di rata (si tratta solo di uno 0,25% rispetto a prima) ma presumibilmente tali aumenti continueranno nei prossimi mesi se e quando la BCE deciderà di ritoccare nuovamente i tassi di interesse.


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permalink | inviato da prestiti il 17/4/2011 alle 3:31 | Versione per la stampa


9 aprile 2011

I prestiti Delega

Prestiti DelegaI prestiti delega sono del tutto simili alla cessione del quinto dello stipendio: sono concessi esclusivamente a dipendenti statali o privati, le rate vengono addebitate direttamente in busta paga ed è l’azienda stessa a occuparsi del loro versamento puntuale al finanziatore.

Per garantire tali prestiti, oltre alla busta paga e al TFR, è richiesta la sottoscrizione di una polizza assicurativa sul lavoro e una sulla vita.

I prestiti delega sono nati per soddisfare l’esigenza di una somma di denaro superiore rispetto a quella prevista dalla cessione del quinto permettendo ai lavoratori di investire un secondo quinto dello stipendio: anche se i due prestiti possono coesistere, è importante ricordare che la somma totale richiesta non deve mai superare il 40% del salario netto.

I prestiti delega sono concessi a tutti i dipendenti a tempo indeterminato, anche se etichettati come cattivi pagatori o dai soggetti pignorati. Diversamente dalla cessione del quinto, i prestiti delega non sono un diritto dei lavoratori ma devono essere concessi dal datore di lavoro.

Con questo tipo di finanziamenti è possibile in definitiva ottenere importi più elevati solo quando vengono concessi  dal proprio datore di lavoro affiancando una seconda rata alla cessione del quinto. La seconda rata sarà pari sempre ad un quinto dello stipendio e la somma di cessione + delega + eventuali altri pignoramenti in busta non potrà per legge superare la soglia del 50% dello stipendio netto del lavoratore.

 


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permalink | inviato da prestiti il 9/4/2011 alle 6:4 | Versione per la stampa


5 aprile 2011

Prestiti Cambializzati

Prestiti con CambialiI prestiti cambializzati sono finanziamenti non finalizzati a tasso fisso e a rata costante, rimborsabili attraverso cambiali a scadenza mensile.
Bisogna premettere che questo è un tipo di finanziamento che nel corso degli anni è pian piano stato sostituito con altri prodotti a causa si numerosi insoluti (per cui banche e finanziarie son sempre meno propense nel concedere questo tipo di prestito) e delle normative sempre più restrittive messe in atto da parte delle istituzioni e di Banca d'Italia nel settore del credito.

La caratteristica peculiare dei prestiti cambializzati sta nel fatto che, una volta inoltrata la richiesta, non saranno fatte verifiche sullo stato finanziario del cliente: interessante per tutti coloro che hanno avuto problemi nell’estinzione di prestiti precedenti e sono etichettati come cattivi pagatori.

I prestiti cambializzati possono, poi, essere richiesti anche se sono in corso altri tipi di finanziamento. Tuttavia è da ricordare che la cambiale rappresenta un titolo esecutivo che può comportare la sottrazione coatta dei beni del debitore in caso di mancato pagamento delle rate.

Le garanzie richieste per i prestiti cambializzati variano secondo la categoria di appartenenza: nel caso di lavoratori dipendenti è rappresentata dal TFR, per i lavoratori autonomi si prevede la stipulazione di una polizza assicurativa, per chi, invece, ha difficoltà a fornirne una di queste viene richiesta la presenza di un garante terzo.




permalink | inviato da prestiti il 5/4/2011 alle 21:19 | Versione per la stampa


3 aprile 2011

Cessione del Quinto dello Stipendio

Cessione del QuintoLa cessione del quinto dello stipendio è un finanziamento introdotto con la legge 180 del 1950 (con tutta una lunga serie di successive modificazioni) che fu inizialmente riservato ai dipendenti pubblici per agevolarne l'accesso al credito.

Nel corso degli anni, la cessione del quinto, fu allargata inizialmente a tutti i lavoratori dipendenti (quindi anche a dipendenti di aziende private) e successivamente, da pochi anni (con un lungo percorso iniziato nel 2006) anche a pensionati.

Consiste nell'ottenere somme di denaro mettendo a garanzia il proprio lavoro dipendente (e la propria liquidazione che viene bloccata per il periodo di ammortamento del prestito). Il rimborso viene effettuato direttamente dal datore di lavoro che ogni fine mese versa al dipendente lo stipendio al netto della rata mentre la restante parte (la rata stabilita in fase contrattuale) viene versata alla finanziaria.

La cessione del quinto deve, per legge, essere concessa obbligatoriamente da parte di qualunque datore di lavoro.

La rata massima è pari ad un quinto dello stipendio netto (se ad esempio lo stipendio è di 1000 euro sarà possibile contrarre una cessione quinto con una rata massima di 200 euro).
Può tuttavia essere stipulato insieme al prestito delega (che, al contrario, non deve essere obbligatoriamente concesso dal datore di lavoro) il quale consente un prelievo da un altro quinto dello stipendio, in maniera da aumentare il valore della rata mensile e di conseguenza il netto erogato in fase di stipula del finanziamento.

Questa tipologia di finanziamento viene concessa anche a cattivi pagatori e protestati proprio per il fatto che la vera garanzia sulla restituzione (al contrario dei prestiti personali) è data dal datore di lavoro.
Ci sono due assicurazioni a garanzia obbligatorie da stipulare: rischio vita e rischio impiego che in caso di perdita di lavoro o morte prematura del richiedente rimborsano le rate del prestito alla finanziaria.

La cessione del quinto è molto più facile da ottenere da parte di dipendenti pubblici e pensionati poichè lo stato e gli enti pensionistici sono considerati sicuri da parte delle compagnie assicurative che garantiscono il finanziamento alle società finanziarie e banche.
Anche le grosse società di capitali sono ottimamente considerata da parte delle assicurazioni.

E' molto più difficile ottenere un prestito mediante cessione del quinto da parte di dipendenti di piccole aziende (sas/snc), piccole cooperative e ditte individuali.
Gli amministratori di società ed imprenditori non sono considerati dipendenti della stessa per cui non possono ottenere questo tipo di finanziamento.


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permalink | inviato da prestiti il 3/4/2011 alle 23:49 | Versione per la stampa


2 aprile 2011

Findomestic: spese di istruttoria a zero

Findomestic ha deciso di azzerare le spese di istruttoria sui prestiti personali a seguito di una indagine Ipsos dalla quale emerge che il 50% degli italiani non ha ben chiara l'informazione riguardante il tasso di interesse finale derivato dagli interessi effettivi (tan) e costi accessori.

Così facendo, l'amministratore delegato della finanziaria prestiti Chiaffredo Salomone, è convinto di semplificare la trasparenza nei confronti della clientela spesso disorientata muovendo i primi passi verso le direttive richieste da Banca d'Italia che da alcuni anni ha avviato la riforma del credito al consumo per proseguire sulle linee guida imposte dalla comunità europea.

Nello specifico lo studio sottolinea che troppo spesso i richiedenti non hanno ben chiari i concetti riguardanti: spese di istruttoria (solo il 65% sanno cosa sono), spese di apertura pratica (conosciute dal 55% degli intervistati), assicurazione (conosciuta dal 52%), spese di incasso rata (conosciute solo dal 40%) nonostante negli ultimi anni soprattutto il settore del credito al consumo sia sempre più utilizzato dagli italiani.

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